DAL 20 AL 22 OTTOBRE 2022
NEUROSCIENZE E INVECCHIAMENTO – I LUOGHI DELL’INCONTRO
Evento nazionale di AIP a partecipazione internazionale (11,2 ECM)
- 20 ottobre c/o Starhotels Savoia Excelsior Palace, Riva del Mandracchio, 4 a Trieste (nel pomeriggio interverrà il dott. Ferdinando Schiavo, neurologo)
- 21 e 22 ottobre 2022 c/0 Aula Magna Università degli Studi di Trieste Polo Didattico di Cattinara
Clicca qui per scaricare la locandina completa dell’evento
Trieste 20 ottobre 2022 all’apertura del convegno. Convegno Neuroscienze e invecchiamento. I luoghi dell’incontro. Hotel Savoia a Trieste: su www.ferdinandoschiavo.it troverete il Programma.
Autore, relatore: Ferdinando Schiavo, ex ospedaliero, attualmente neurologo di strada
Titolo. Supervisione neurologica in residenze per anziani: spunti di profonda riflessione attraverso due progetti eseguiti in epoca pre-Covid.
Abstract
Obiettivo.
La supervisione neurologica in Residenze per Anziani (RA) è una procedura utile per il benessere degli ospiti e può rappresentare uno stimolo alla collaborazione tra le diverse figure professionali coinvolte e tra queste e i familiari, allo scopo di migliorare la collaborazione e la qualità dell’approccio, ridurre stress e disagio degli ospiti stessi e degli operatori sanitari.
I due progetti di supervisione effettuati avevano l’obiettivo di evidenziare l’esistenza di punti critici e di proporre suggerimenti e soluzioni, in particolare ai MMG coinvolti.
Il compito del primo lavoro era finalizzato inizialmente alla diagnosi di casi di demenza o MCI non precedentemente noti; nel secondo é stato redatto un elaborato per ciascuna delle tre persone scelte tra i trenta ospiti con demenza severa di una particolare sezione nella RA affinché si potesse procedere a cambiamenti terapeutici, tra cui una deprescrizione farmacologica di psicofarmaci (e non).
Materiali e metodi.
Tra il 2014 e il 2015 è stata portata a termine, sostenuta dall’associazione Alzheimer di Udine, una supervisione di 45 ospiti di un diurno e di una RA nell’area di Udine allo scopo di evidenziare casi di demenza o MCI non precedentemente diagnosticati, mentre nel 2018-2019 la supervisione è stata riservata a tre ospiti con demenza di grado severo scelti tra i trenta dello stesso reparto della RA nell’area di Rovigo.
In tutti i casi in studio, dopo che i familiari avevano aderito, è stata eseguita, con la collaborazione del personale sanitario e dei familiari stessi, un’accurata anamnesi, è stata elaborata una diagnosi attraverso un esame neurologico e l’esecuzione del test breve cognitivo MMSE e, infine, sono state proposte delle soluzioni.
Risultati. Nel primo progetto l’indagine sui 45 partecipanti ha confermato la presenza di alterazioni cognitive compatibili con la diagnosi di demenza o MCI in tutti i soggetti, ovvero 45 su 45 (di cui 4 MCI multiple domain) e, soprattutto, che 27\45 (tra cui i 4 soggetti con MCI multiple domain) non erano state diagnosticate. Sono emerse inoltre numerose manifestazioni iatrogene neurologiche ed extra-neurologiche (parkinsonismo, acatisia, atassia, anemia grave da ASA, ecc.).
Nel secondo studio, per i tre ospiti scelti, sono state prospettate ai colleghi MMG della struttura principalmente delle modifiche alla terapia farmacologica.
Conclusioni. In questa duplice esperienza clinica è stato confermato, nella prima, la persistenza del fenomeno della sottovalutazione della diagnosi di demenza o di MCI, unitamente alla presenza cospicua di “malattie da farmaci”, mentre nella seconda è stato amaramente evidenziato che non è stato eseguito, da parte dei colleghi medici, alcun intervento di deprescrizione o di cambiamento proposti a livello farmacologico.
Alla luce di questi risultati, seppure su un campione ridotto, andrebbe indubbiamente ridiscusso l’impegno dei MMG nel prendersi cura delle persone anziane nelle RA.